Nexus Table costruisce la sua presenza per intersezioni, ritmo, tensione. Il piano disegna una linea sottile e severa; sotto, il basamento articola una sequenza di pannelli che dà corpo allo spazio. C'è un ordine preciso, ma non tranquillo: qualcosa che trattiene e accelera, come certe architetture che non chiedono permesso. Al centro della stanza non resta fermo. Imposta il tono. E da lì diventa difficile ignorarlo.
Ha il fascino delle cose che non amano essere addomesticate. Nexus Table introduce una geometria netta, magnetica, e lascia che sia la materia a fare il resto.
Intorno a lui, la Vetrite cattura la luce, la incrina, la restituisce in profondità inattese. Nexus Table costruisce la scena attraverso la materia, trasformando lo spazio in una presenza più intensa, più tesa, decisamente meno prevedibile.